
Andiamo e, non ti girare, non guardare e non ci pensare, chiudi gli occhi e lascia che io possa prendermi cura di te, adesso, ne ho disperatamente bisogno, non si può colmare la fame di un disperato, cerca sempre qualcosa che lo porterà alla morte. Con la lingua voglio scoparti, sento l’odore caldo, sento la tua voglia di me, che adesso non riesci più a trattenere. Non sei depilata, non importa apri le gambe completamente, brava, fammi vedere la tua fica che, altro di cosi bello non c’è. Chiudi gli occhi, respira lentamente, qua non ci troverà nessuno, siamo dentro la tua testa, al buio, alla fine del tramonto, alle porte delle paranoie. Prima di leccarti, guardami, fissami, voglio vedere come ti tocchi i seni, voglio leggere i brividi tra i tuoi capezzoli, guardami, non ti preoccupare, devi solo venirmi in bocca. Mi prendi da dietro la testa, non ce la fai piu e, lentamente ti lecco l’interno coscia, gioco, tu chiudi gli occhi e respiri sempre piu forte, lo capisco, io ti capisco. La lingua lentamente cerca il clitoride e comincia a leccarlo, in senso orario, provocando una leggera pressione. Ansimi, ti sento ansimare, lo so che ti piace, lecco lentamente, lo succhio, lo assaggio, lo mordo, ci gioco e, poi ti infilo due dita dentro, lecco e ti penetro, sento che ti contrai, vieni piu volte ma, non mi fermo, spingo ancora piu dentro le dita, e lecco, ti provoco, sei un lago. Tre, quattro volte, non li conto più, la mia lingua è piena di te, la mia bocca conserva il tuo sapore. Con le labbra sporche della tua vagina, ti bacio. Apri gli occhi, i rumori, la televisione, le cose da fare, ti sei fatta un ditalino con me, nella tua mente. Può succedere.