Corpi contro il muro — racconto erotico italiano desiderio estremo

Ci sono racconti erotici italiani che partono dal corpo e restano lì — movimento, pelle, calore. Questo è uno di quelli. Niente backstory, niente spiegazioni. Solo due persone in una stanza, la luce spenta, una candela. E il desiderio che non chiede permesso.

Corpi contro il muro nasce da un’immagine sola: lei nuda davanti a me, di spalle, che sorride. Da lì non c’è più tempo per pensare.


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Guardaci, il tempo passa, e tu non sei qua nuda davanti a me, spogliati non mi fare aspettare più, ogni minuto perso, sono anni di vita che mi togli, che mi fanno male. Dammi il tuo corpo, voglio solo quello. Luci, spegni tutto, lasciami solo una candela accesa per poterti guardare negli occhi, non fare domande, non mi promettere nulla, tu fingi, tu sei bugiarda, io ti conosco.

Sei nuda davanti a me e, io ti osservo, mi fai sangue, vorrei mangiarti. Mi guardi, contro il muro e ti giri, mi fai vedere il culo e sorridi, mi provochi, mi accendi, vuoi che ti usi per poi lasciarmi il tuo odore per sempre. Mi avvicino a te, il tuo collo che emana sostanze che creano dipendenza, ti sposto i capelli, e ti bacio, lentamente, ecco che la tua carne è bollente, sono dietro di te, entrambi in piedi, le mie mani le porto davanti, voglio toccare la tua fica, accompagnale con le tue, mostrami la strada giusta, chiudi gli occhi e ansimi, ti piace come ti tocco, ti piace sentire le mie dita sul tuo clitoride, ti piace vederle scivolare dentro mentre le tieni forte, sei incontrollabile, sei un mare che finalmente scorre libero.

Il desiderio estremo — quando non c’è più niente da trattenere

Mi abbasso i pantaloni, lo tiro fuori dalle mutande, è durissimo, e preme sulle tue natiche. Una mano che forma una coda, con i tuoi capelli, pronta da tirare forte mentre ti scopo, voglio scoparti forte, il desiderio di te, è come una sorta di bisogno. Ti penetro completamente, è tutto dentro guarda, lo senti come è dentro di te, tiro i capelli, uno schiaffo, mentre ti prendo con forza, tu urli io, pure, ti parlo, ti provoco, ti costringo a godere, voglio che godiamo insieme, voglio sentirti tremare, sento che i tuoi spasmi sono senza forza del controllo, sei mia, siamo io e te qua, che stiamo scopando per scappare da tutto questo.

Sto per venire, sto per sborrare, dai, fammi sentire come vieni pure tu, insieme, io dentro di te, tu su di me. Dai, così, mamma mia, dai, sento che sto per morire, sento che il sangue è in silenzio, sento il cuore che vuole uscire dal petto, sento una potenza incredibile, sento che non sono più io, sento che il tempo si ferma, non sento nulla, sborro, così, a schizzi dentro le tue pareti bollenti, urlo forte, urlo per tornare in vita. Ridiamo, ci guardiamo e ridiamo, dobbiamo tornare a casa, dobbiamo. L’odore di te, non darà spazio ai miei sogni, sarà come una violenta fame, e non posso mangiare.


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