
Sei inquieta, sei nervosa, si vede, si nota che hai dentro di te, desideri che non puoi controllare e, allora chiudi la porta, spegni la luce, e ti sdrai sul divano e, poi ci sono io. Ti denudi completamente, ti spogli, rimani mia, solo mia, te ne vergogni a dover mettere tutto di lato. Sei con le gambe aperte, non del tutto depilata, non hai avuto il tempo di depilartela, mi mostri la tua fica lì, non aperta completamente, è bellissima come te, mi accenni il sorriso che ad altre persone non puoi fare. Mi avvicino mentre ti stai toccando lentamente, il tuoi capezzoli duri e i tuoi seni, posati su di te, non hai rispetto, mi ecciti e mi uccidi, io non dovrei essere qui. Mi inginocchio davanti alla tua passera e, non ti lecco subito, sento l’odore, il respiro del tuo clitoride, sei un lago che bagna pure il divano, stai aspettando la mia bocca calda, le mie labbra carnali, la mia saliva bollente. La mia lingua scivola piano sulle tue labbra umide, ti sto assaporando, un movimento carnale, ogni leccata è una promessa, il ritmo lento e, poi diventa urgente, carne con carne, voglio farti gridare, voglio farti godere. Mi guardi, non vuoi che io mi ferma, vuoi sempre di piu la mia bocca, e faccio affondare le mie dita pure dentro, lentamente ti penetro, gioco con la tua fessura, ti bacio il clitoride e ti guardo, le cosce tue si stringono sempre di piu, le tue mani sulle lenzuola, i tuoi liquidi che escono fuori, li sento sul mio palato, mi godi in bocca, mi stai inondando la bocca, è tanto tempo che non godi, rimani con piccoli spasmi di orgasmo che non puoi controllare. Eri piena, eri all’orlo. Rimani cosi, a gambe chiuse, mi stringi la mano, non posso scoparti adesso, non ne hai di bisogno. Mi basta guardarti venire e, non ho piu nulla da chiedere, egoista io, distrazione mia, tu sei la mia distrazione.