Il telefono si illumina. Hai mandato un messaggio, dice che mi vuoi. Poi lo cancelli e lo rimandi ancora. Sei assuefatta, sei drogata di voglia.
Il sesso in macchina non si pianifica. Succede in un angolo, di sera, quando lui dorme.
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Mi dai un appuntamento. Vedo la tua macchina parcheggiata in un angolo. Mi guardo attorno, tutta erba, non c’è nulla. Lo stai tradendo. Lo vuoi tradire con me.
Entro in macchina, chiudo forte. I finestrini quasi aperti. Mi guardi, ma non mi dai il tempo di spogliarmi. Me lo tiri fuori e lo cominci a succhiare. Lo vuoi tu. Lo vuoi tutto nella bocca, sali e scendi con la lingua.
Apro la tua camicia, i bottoni che non trovano ordine. Voglio toccare i tuoi seni caldi, i capezzoli duri. Baciami, così, lingua contro lingua. I vetri si appannano. Il respiro che si fa corto.
Il sedile va indietro. Lo schienale cede. Tu apri le gambe, le mutandine tolte, io davanti a te. Ti penetro con forza.
Il tuo corpo dice quello che la bocca non dice mai. I pugni contro il sedile. Il piacere che fa male a tutti e due. Era tanto che non godevi, non come quando eri solo sua, donna sposata e basta.
Mi fai venire in bocca. Me lo prendi e me lo succhi, fino in fondo, fino a quella pressione che mi svuota tutto dentro. Lo tieni in bocca. Poi apri la portiera e lo sputi.
Con dei fazzolettini ci puliamo. Ti accarezzo. Non ti prometto che ci sarà un’altra volta.
Lui non ti aspetta. Dorme, e non sa dove sei. Non sentirti sporca, non hai detto di no al peccato. L’ossessione fa tremare le ossa. Resti bagnata tutto il giorno, e adesso con il mio profumo addosso non hai voglia di smettere.
Stanotte non dormirai. Non perché ti senti sporca, ma perché il tuo corpo ha già deciso, e mi cercherà di nuovo prima che tu trovi il coraggio di dirlo.