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Seduti uno accanto all’altra.
Lui ti guarda e tu guardi lui.
Non c’è il sorriso. Solo l’aria della stanza e un profumo che, per qualche motivo, ti ricorda il mio.
E allora sono già dentro la tua testa.
Ti guardo. Tu mi guardi.
Non sai cosa voglio fare.
Ti ho lasciato soltanto una fantasia, ma tu hai preso quei pochi dettagli e ci hai costruito tutto il resto. Hai acceso qualcosa e adesso giochi con il risultato.
Respiri forte.
Il battito sale.
La bocca trema.
Le dita si arrendono.
Nella tua fantasia ti lego le mani. Non puoi toccarmi, non puoi avvicinarti come vorresti. Puoi soltanto guardarmi.
E io continuo a parlarti.
Piano.
Sento il tuo respiro cambiare a ogni parola.
Il barattolo di miele
Sul mobile della cucina c’è un barattolo di miele.
Lo prendo.
Lo apro.
Una goccia scivola sulla tua pelle e il freddo ti attraversa con un brivido.
Chiudi gli occhi.
Io sono vicino.
Troppo vicino.
Il miele scende lentamente e la mia mano segue quel percorso, mentre le mie parole diventano sempre più basse.
La stanza è buia.
Ci siamo soltanto noi.
Il tuo respiro diventa più veloce.
Ti muovi appena, come se cercassi di avvicinarti senza poterlo fare.
Mi chiedi di continuare.
E io continuo.
Il miele, il profumo, il buio, la mia voce.
Tutto si confonde.
Perdi la misura del tempo.
Perdi la misura di dove sei.
Per qualche secondo non esiste più la casa.
Non esiste più lui.
Esiste soltanto questa fantasia che hai costruito nella tua testa.
Poi apri gli occhi
Poi apri gli occhi.
Sei a tavola.
Lui è davanti a te.
La famiglia parla.
Qualcuno ride.
Tu rimani immobile.
Abbassi lo sguardo sulle tue gambe.
I pantaloni sono lì.
Tutto è normale.
Eppure il cuore continua a battere come se fossi ancora nella stanza buia.
Guardi il telefono.
Potresti scrivermi.
Potresti trasformarmi in un pensiero veloce, uno di quelli che arrivano e poi muoiono.
Ma sai che non sarà così semplice.
Perché prima di andare a letto passi davanti alla cucina.
Il barattolo di miele è ancora sul mobile.
Ti fermi.
Lo guardi.
Prendi un po’ di miele tra le dita.
Lo assaggi.
E per un istante chiudi gli occhi.
Non sai più se stai ricordando qualcosa che è successo davvero o qualcosa che hai soltanto desiderato.
Ma una cosa la sai.
Io non ero lì.
Eppure, quella sera, mi hai portato a casa con te.
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