Sotto la Pioggia: Le Lecco la Fica e il Desiderio che Non Finisce Mai

 

racconto erotico intenso sotto la pioggia in stanza d'hotel
Donna che stringe le lenzuola con forza mentre la mia lingua è tra le sue cosce. Fuori piove. Dentro di lei un desiderio che non finisce mai.

Racconto erotico intenso sotto la pioggia

Questo racconto erotico intenso nasce sotto la pioggia, in una stanza dove il desiderio prende il controllo e cancella ogni limite. È il momento in cui il corpo smette di mentire e resta solo la verità del piacere.

 

Ti sto leccando la fica. Sei sul bordo del letto, le gambe aperte, la mia faccia immersa tra le tue cosce. Fuori piove. La pioggia non cade, sembra consumare il cielo a poco a poco. Mi tiri i capelli, mi stringi la testa come se non volessi farmi uscire da lì. Ti sento gemere. Non piano, non trattenuta. Vera. La tua carne è bagnata, viva. Il tuo corpo risponde senza chiedere permesso. Sei sempre sul limite. E quando arrivi, non ti fermi. Vieni nella mia bocca, senza controllo. Chiudi le gambe, tremi. Per un attimo non sei più qui. Sei altrove. Come in mezzo al mare, nuda, mentre affondi e smetti di resistere. Ti bacio. Ti avvicini senza pensare. Scendi tu adesso. Me lo prendi in bocca come se fosse già deciso. Non hai fretta, ed è proprio quello che mi rovina. Ci giochi, mi senti, mi tieni. Poi cambi. E diventi precisa. Sotto la lingua, dentro, più a fondo. Mi stringi, mi porti dove vuoi tu. Ti raccolgo i capelli, li tiro indietro. Ti guardo. Sei perfetta così. Non perché lo sei davvero. Ma perché in questo momento lo diventi. Sali sopra di me. Non te lo chiedo. Lo fai. Ti prendi tutto. Senza delicatezza, senza scuse. È tuo. Ti muovi piano all’inizio. Come se stessi ascoltando qualcosa dentro di te. Le mie mani sul tuo culo. Ti accompagno, ma non comando. I tuoi seni scendono, si avvicinano al mio viso. Li prendo, li tengo. Ti sento cambiare ritmo. Lo sento prima ancora di vederlo. Ti mordo piano. Poi ti lecco. Chiudi gli occhi. E tremi di nuovo. “Non fermarti.” Lo dico piano. Non è un ordine. È una resa. Ti muovi più veloce adesso. Perdi il controllo, e proprio lì diventi vera. Io sto per cedere. Lo sento salire da sotto la pelle, come qualcosa che non puoi più tenere dentro. Ti tengo forte. Ti porto addosso a me. Veniamo insieme. Senza eleganza. Senza misura. Solo così. “Zitta.” Non perché non voglio sentirti. Ma perché voglio sentire tutto il resto. Il tuo corpo. Il mio respiro. Quel momento preciso in cui non esiste più niente. Dopo, resta solo il silenzio. E una cosa che non si chiude mai davvero. Con te, avrò sempre qualcosa in sospeso. Non un errore. Non un rimpianto. Qualcosa di peggio. Qualcosa che vorrei rivivere — anche sapendo che non dovrebbe esistere.


Resta. C’è altro nella poesia erotica orale di By Nyno.

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